Ristrutturazione e interventi, Quando si ottiene la detrazione al 50%?

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    detrazioni ristrutturazione

    Se vuoi ristrutturare casa, è il momento migliore per farlo: questa particolare attività richiede sicuramente una spesa importante, ma spesso necessaria per adattare la casa alle tue necessità. Fino al 2019 avrai la possibilità di ottenere la detrazione sui lavori di ristrutturazione al 50%, così da vederti rimborsare metà della spesa effettuata. Per capire bene come funziona questo Ecobonus 2019 abbiamo deciso di addentrarci in questo argomento dopo aver ricercato case in vendita a Tivoli, una delle più belle zone di Roma nei castelli Romani. Abbiamo trovato una casa stupenda ma qualche piccolo intervento era necessario. Vediamo quindi nel dettaglio come funziona il sistema della detrazioni per ristrutturazione.

    Le detrazioni saranno destinate per gli interventi realizzati su immobili di proprietà, o su quelli gestiti per conto dei comuni. Potranno ottenere tale bonus anche le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per immobili assegnati in godimento ai soci.

    Quali sono gli interventi che godono della detrazione al 50%

    Scopriamo di seguito quali sono i lavori, effettuati si singole unità immobiliari, che permettono l’accesso all’agevolazione fiscale:

    • Manutenzione straordinaria;
    • Risanamento o restauro conservativo;
    • Ristrutturazione edile.

    Non sono invece inseriti nel beneficio fiscale tutti gli interventi di manutenzione ordinaria, che riguardano solo i lavori condominiali, a meno che non riguardino un intervento ampio di ristrutturazione.

    Prima di valutare da vicino le tre casistiche appena elencate, è bene precisare che l’Ecobonus 2019 garantirà la proroga della detrazione fiscale su tutte le spese legate ai lavori di ristrutturazione, così come inserito nel Ddl della Legge di Bilancio 2019. Con l’ecobonus il contribuente può beneficiare della detrazione pari al 50% o al 65%, in base al tipo di intervento effettuato. Non dimentichiamo poi che i lavori finalizzati al risparmio energetico e alla riduzione del rischio sismico, avrà un’agevolazione fino all’85% della spesa.

    Da considerare che lo sconto in questione sarà diviso in rate annuali, 10 per la precisione.

    Manutenzione straordinaria

    In questo caso si parla di quei lavori di modifica che sono necessari per rinnovare parti strutturali, e non solo, degli edifici. L’importante è non andare a modificare la volumetria complessiva degli edifici. Vediamo quali sono alcuni esempi classici di lavori straordinari:

    • Interventi per il risparmio energetico;
    • Miglioramento servizi igienici;
    • Installazione di ascensori o scale di sicurezza;
    • Sostituzione infissi e serramenti, persiane e serrande;
    • Modifica di scale e rampe;
    • Recinzione dello spazio privato;
    • Realizzazione di scale interne.

    Restauro conservativo

    Si parla di interventi finalizzati a mantenere l’immobile funzionale, e prevede i seguenti interventi:

    • Lavori mirati all’eliminazione di situazioni di degrado;
    • Adeguamento dei solai (in altezza) rispetto alle volumetrie;
    • Apertura di finestre utili per aerazione degli ambienti.

    Ristrutturazione edile

    Sono compresi quegli interventi rivolti a trasformare un fabbricato del tutto, o solo in parte. Ecco qualche esempio:

    • Demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria;
    • Modifica della facciata;
    • Aggiunta di balcone o mansarda;
    • Modifica della soffitta in mansarda o di un balcone in veranda;
    • Costruzione dei servizi igienici;
    • Apertura di nuove finestre o porte.

    Chi può richiedere l’Ecobonus?

    Nel caso di interventi sulle parti comuni degli edifici, il bonus spetta a ogni singolo condomino, in base alla quota di proprietà. Il beneficio riguarda l’anno in cui è stato effettuato il bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. E per questo la detrazione sarà rivolta al singolo condomino, con un limite della quota. Potrà essere richiesta dal proprietario dell’immobile, dall’inquilino, dai soci cooperativa, dagli imprenditori individuali o dai soci di società semplici.

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